Rally Colline di Romagna - Gli aneddoti di Davide - Rally Colline di Romagna 1971-1985

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Rally Colline di Romagna - Gli aneddoti di Davide

Quel "Pataca" di Davide Gramellini

GLI ANEDDOTI DI DAVIDE


  



CARI RAGAZZI

" Cari ragazzi......le parole che scrivo e Vi invio sono frutto della mia memoria. Sappiate che del Colline di Romagna (1971-1985) non ho appunti, non ho adesivi, non ho cartine del percorso, non ho foto ( le foto le avete Voi ) non ho radar e, per andare a vedere i nomi delle allora Prove Speciali vado a sfogliare i vecchi e precisi volumi del Touring Club Italiano. Vi assicuro che quelle strade all'inizio sterrate e, poi asfaltate, le conosco tutte ancora perfettamente e le percorro abitualmente con la mia badante divertendomi tantissimo. L'Appennino romagnolo e toscano è bellissimo ricco di strade non note neanche ai rallisti ed è un piacere immenso attraversare piccoli paesi, o piccoli borghi. Fare qualche sosta per un caffè, parlare con gli abitanti dei luoghi che ti indicano strade nuove e non conosciute ed alla fine fare una doverosa fermata presso un ristorante o trattoria. Vi confesso che da quando sono in pensione vivo la vita con grande intensità, piacere ed entusiasmo. Forse tutto ciò non ha nulla a che fare con il Colline di Romagna o forse ho ancora il vecchio Colline dentro di me.


18.11.2020   1955 il Primo

Copertina del regolamento della2° edizione della Coppa Luigi Arcangeli 1962

" Ciao ragazzi....stranamente mi sono svegliato molto presto questa mattina. Non intendo dilungarmi perché presto ritornerò a letto. Volevo solo informarVi che il 1° Colline è stato organizzato nell'anno 1955 anche se solo dall'anno 1971 ha preso definitivamente il nome Colline di Romagna. Da quell'anno è sempre stato organizzato prima come Regolarità Città di Forlì (allora il nome Rally non compariva) e di seguito fino all'anno 1971. Solo per informarVi, ora ritorno a dormire. Il vantaggio dei pensionati è quello di poter dormire quando hanno sonno, di mangiare quando hanno fame e fare quello che più piace loro in qualsiasi momento del giorno senza essere schiavi di orari ed impegni. Buona giornata a tutti."





14.09.2020   VOGLIA DI MARE!

L'equipaggio cecoslovacco Urban - Boehm con la Skoda 130 - Foto Maurizio Zanchini
"Cari ragazzi.....vi porterò a conoscenza , di alcuni fatti avvenuti durante le prove (allora si provava il percorso nei vari fine settimana prima della effettuazione del Colline). Il Colline faceva parte della Mitropa Cup ed equipaggi Tedeschi, Austriaci, Sloveni e Cecoslovacchi vi partecipavano. L'episodio riguarda il Team Ufficiale Skoda che partecipava con due Skoda 130. Durante le ricognizioni un equipaggio Skoda venne a chiedermi se potevo dare loro indicazioni relativa alla strada più breve per andare al mare. La cosa può sembrare strana, ma il fatto è che il Team (Ingegneri, meccanici, piloti) erano controllati da un personaggio politico che non permetteva loro di fare nulla senza il suo permesso. Mi riferirono che era tanta la voglia di andare al mare che erano disposti a rischiare ma io avrei dovuto giustificare una loro assenza prolungata o non giustificata e qualora fosse stata notata la loro assenza sarebbero stati mandati immediatamente in Cecoslovacchia con conseguenti provvedimenti molto gravi. Accettai e promisi loro che, se avessi notato agitazione da parte del commissario, da loro indicatomi, lo avrei intrattenuto amichevolmente dicendogli che sapevo che erano in ricognizione e che mi sarei attivato per conoscere il più presto possibile ove si trovava l'equipaggio. Passate alcune ore venne da me un signore che non conoscevo il quale mi informò che una vettura strana (Skoda 130) era fuori strada nelle saline di Cervia e che due signori erano disperati e pronunciavano la parola "CATASTROFE" e chiedevano disperatamente di informare l'organizzatore del Colline. Era proprio una "catastrofe" per loro conoscendo cosa sarebbe successo se il commissario ne fosse venuto a conoscenza. Mi attivai e con un carro attrezzi m recai alle Saline di Cervia, il danno era lieve per fortuna feci caricare la vettura e la portai sulle strade del Colline facendo finta che il pilota fosse uscito di strada durante la ricognizione. Feci calmare l'equipaggio, che arrivò a Castrocaro tramite un passaggio ottenuto da altra vettura che provava, informando dettagliatamente cosa avrebbero dovuto dire al commissario dal quale mi recai e confermai il tutto. Il Commissario mi ringraziò ed andò tutto per il meglio. Da quel momento l'equipaggio mi era sempre molto vicino per ringraziarmi e da quel momento per me il nome dell'equipaggio divenne "CATASTROFE", cosa che fu accettata di buon grado. Per anni fui invitato ad andare come ospite del Team Skoda al Rally BARUM forse invitato dal Commissario o dall'equipaggio "CATASTROFE". Sono andato due anni al Barum Rally ma come Commissario Sportivo Internazionale facente parte del Collegio dei Commissari Sportivi. Ho rivisto in quelle due occasioni l'equipaggio "CATASTROFE" e ci siamo abbracciati ed abbiamo fatto grandi risate ma non ho rivisto il commissario.
Un caro saluto
Davide Gramellini
18.11.2020     Salto nel Campionato Italiano Rally

Estratto del regolamento del 1977
"Ciao ragazzi.....mi sono svegliato. Ormai sono partito e non mi fermo più.
Quando decidemmo (Scuderia Arcangeli) nell'anno 1976 di fare il grande salto al fine di chiedere la validità ad Internazionale e validità al Campionato Italiano Rally Il Consiglio mi diede carta bianca al fine di riuscire nell'impresa. Accettai la scommessa e mi misi con passione ed impegno a valutare le possibilità di vincere. Mi recai a Roma presso la CSAI per l'iscrizione a calendario 1977 del Colline di Romagna. Fui guardato come un marziano ed ascoltato con sufficienza. Dopo una settimana ero ancora in CSAI con una maggiore convinzione e chiesi di avere un incontro con l'allora Segretario Dott. E. Saliti. Non avevo Santi in Paradiso, ero un perfetto sconosciuto, credito zero e pretendevo di entrare nell'olimpo dei Rally!!!!!! Naturalmente non riuscii a dialogare con il Dott. Saliti. Prima di ritornare a Roma in CSAI telefonai diverse volte senza ottenere la risposta che avrei dovuto avere ed allora scrissi direttamente al Dott. Saliti (Raccomandata) il quale, forse incuriosito da questo giovane romagnolo, così insistente e convinto che mi rispose dandomi appuntamento in CSAI a Roma.L'incontro e relativo colloquio fu pragmatico e duro.Non mollai e le condizioni furono le seguenti:
1. dimostrare di avere la disponibilità economica per fare fronte alle spese che una tale organizzazione prevedeva.
2. presentare Località adeguata (Castrocaro Terme) con la possibilità almeno due ottimi Hotel (4 stelle) ed altri hotel 3 e 2 stelle, il percorso del Rally con incluse Prove Speciali (lunghezza) Parco Partenza, Parco Arrivo, Parco Chiuso, Riordino e dichiarazione di assenso del Comune di Castrocaro Terme.
3. Possibilità non facile di inserire la data in quanto allora vi doveva essere una distanza tra un Rally e l'altro di Campionato Italiano di almeno tre settimane.
4. Accettai tali condizioni ed il Dott Saliti fu sorpreso nel vedermi convinto e sereno nonostante queste dure imposizioni. Mi impegnai al massimo e trovai i primi ed importanti sponsor ed andai a Roma presentando quanto richiestomi. Sorpresa totale ed apprezzamento per quanto fossi riuscito a fare. La data fu trovata: il primo fine settimana di Agosto, non vi era altra possibilità. Nell'anno 1977 fui presente a tutti i Rally di Campionato Italiano che precedevano il Colline di Romagna per farmi conoscere e per apprendere le cose migliori al fine di trasmetterle al Colline. Vinsi la scommessa con me stesso ed Il Colline di Romagna fu un successo.
Se avrò ancora voglia di scrivere e Voi riterrete opportuno che continui vi racconterò dell'anno 1978 con grande rivoluzione nei Rally. Per oggi ho terminato ed ho cercato di essere il più sintetico possibile.
Buona giornata ragazzi.
Davide Gramellini


19.11.2020    Sottocasco si, sottocasco no. (Parte1)

"Ciao ragazzi... Vi ho promesso di scrivere del Colline del 1978.
Bene, grande rivoluzione nei Rally di Campionato Italiano. L'allora imperante Presidente della Sottocommissione Prof. Siro Pietro Quaroni, organizzatore del Rally Quattro Regioni e Ciocco decise di venire al Colline come Ispettore al Rally e dare ulteriori notizie relative a cambiamenti importanti che sarebbero avvenuti negli anni a seguire. Il titolo di Autosprint a tal proposito fu:" l'Editto di Forlì ". Siro Pietro Quaroni mi sottopose ad un vero e proprio esame di Maturità mentre si percorreva l'intero percorso del Rally ed io per la verità davo corrette risposte ma, credetemi, in alcuni momenti mi sono chiesto cosa mi avesse indotto ad organizzare il Collline. Siro Pietro Quaroni era un duro ed era un profondo conoscitore della organizzazione dei Rally. Arrivammo finalmente a Castrocaro ed io ero talmente contratto e teso anche se non lo dimostravo che dovetti andare immediatamente a fare una doccia. A cena Siro Pietro mi informò che aveva trovato che il Colline era ben fatto con dislocazione ottimale delle Prove Speciali Parco Partenza, Pracoco Chiuso Riordino , ecc. ed il Grand Hotel di Castrocaro era ideale per la Direzione Gara e per l'ospitalità data ai Commissari Sportivi e Tecnici Nazionali. Grande sospiro liberatorio, tutto questo accade il venerdi. Il sabato l'editto: la notizia più importante relativa ai Rally di Campionato Italiano era che dall'anno in corso (1978) ogni anno sarebbe retrocesso un Rally fino a raggiungere il numero massimo di n. 8 contro gli attuali 11. La retrocessione sarebbe dipesa unicamente dalla relazione dell'Ispettore (Oggi Osservatore). La notizia non era veritiera in quanto alcuni Rally erano comunque intoccabili: Quattro Regioni, Elba, Costa Smeralda, Ciocco, San Remo. In pratica i rimanenti Rally si giocavano la permanenza in seria A.
Sempre al Colline nel 1978 fu reso obbligatorio il sotto casco. Era luglio, grande caldo, proteste ma tutti lo dovettero indossare. Non tutti lo misero ma il seguito lo scriverò la prossima puntata ... Buona notte cari ragazzi.
P.S. Domani vado a fare un giro con la rossa, la mia badante (Toyota SR 185 Turbo 4wd) ma con le attuali restrizioni dovrò fare il giro dell'oca.


19.11.2020      Sottocasco si, sottocasco no. (Parte2)

"Ciao ragazzi... come promesso aggiungo qualche particolare relativo al Colline 1978 ove fu reso obbligatorio l'uso del sotto casco per la prima vola in Italia, faceva molto caldo, vi fu una piccola ribellione per quella regola ma tutto rientrò. Da parte di Siro Pietro si decise di fare controlli agli equipaggi e, l'unico modo per avere la conferma che tutti lo avessero si decise di controllare ad ogni inizio di P.S. Il controllo fu affidato ad ogni Capo Prova di P.S. il quale avrebbe dovuto comunicare via radio alla Direzione Gara quanti equipaggi avevano ottemperato alla regola (numero della vettura) mentre per coloro che non avevano il sotto casco il Capo Prova avrebbe dovuto fare un rapporto e consegnarlo alla Direzione Gara che poi lo avrebbe consegnato al Collegio dei Commissari Sportivi che avrebbero di conseguenza preso le loro decisioni in merito. Visto che si trattava di sicurezza se non si fosse usato il sotto casco come conseguenza la decisione era la squalifica dalla gara. Ebbene una volta consegnati i primi rapporti (equipaggi Trofeo A112 Abarth ) furono trovati con la mano nella marmellata 14 equipaggi ed una volta sentiti, adducendo a varie scuse ingenue e ridicole il Collegio dei C.S. deliberò per la squalifica. Arrivarono numerosi altri rapporti relativi ai concorrenti del Rally e con sorpresa i primi 9 equipaggi erano tutti senza sotto casco. Nella sale riservata al Collegio dei C.S. calò un grande silenzio. Panico assoluto!!!! Si sarebbero dovuto squalificare tutti come previsto e come effettuato per i Trofeisti A112. Gli equipaggi incriminati furono chiamati e sentiti ed anche loro," I BIG", fecero dichiarazione stupide e non credibili (il mio casco è omologato per non avere il sotto casco, non riuscivo più a respirare causa la polvere, ecc.) pregiudicando sempre più la loro posizione. I ragazzini del Trofeo A112 accettarono di buon grado la squalifica. I BIG non proprio e vi furono pressioni da tutte le parti per evitare il provvedimento. Dopo tante discussioni da parte del Collegio dei C.S. fu presa la seguente decisione: perdoniamo i ragazzini del Trofeo A112 e di conseguenza i BIG. Ero presente al Collegio, nessuno seppe nulla se non gli interessati e si proseguì alle premiazioni. Il Colline di Romagna 1978 ebbe un grande successo sia dal punto di vista organizzativo sia dal punto di vista tecnico. Tutti, squadre ufficiali, concorrenti, stampa fecero gli elogi alla Scuderia Arcangeli ed io sempre in disparte, in quelle occasioni ero pienamente soddisfatto della scommessa che continuavo a vincere. Dico in disparte perchè non troverete mai una foto mia sul palco Partenza ed Arrivo e durante le premiazioni. La sfida era con me stesso dovevo dimostrare a me stesso le mie eventuali capacità organizzative.
P.S oggi con Toyota Celica ST 185 non ho effettuato il giro dell'oca come ieri dichiarato ma ho eluso eventuali controlli percorrendo strade quasi sconosciute nell'Appennino godendomi i bei colori dell'autunno. Se fossi stato beccato con le mani nella marmellata avrei dichiarato che mi ero perso (visti gli anni) e stavo cercando di rientrare a casa sperando di essere creduto e non di essere sottoposto ad un TSO. Sono a casa. Ho percorso 194 chilometri. Prometto che da domani sarò ligio alle regole, forse.
Buona serata a tutti cari ragazzi.


23.11.2020    Il Cardinale
Stemma dei Cicognani
"Cari ragazzi......dopo il 1977 e 1978 il Colline era lanciatissimo.
Ero stato accettato dai grandi Organizzatori del Campionato Italiano Rally, dalla CSAI e non più visto quasi come un intruso. Quanti ostacoli e pregiudizi ho dovuto superare!!!!!! Bene è fatta, pensai. Grande errore, l'avversario lo trovai inaspettatamente in casa. L''edizione 1979 già programmata, le piccole città, i paesi, i borghi, gli alberghi, i ristoranti, le trattorie, i bar, i distributori, ecc. mi sollecitavano al passaggio del Colline nei loro luoghi. Il Colline, infatti, dava loro la possibilità di fare incassi non previsti visto che in quegli anni l'Appennino non era certo meta di turismo. Ai titolari dei pochi distributori dislocati lungo il percorso chiedevo loro di restare aperti nelle notti, sia durante le ricognizioni che durante il Rally. Tutti furono disponibili e credo che mai nessuno sia rimasto senza benzina al Colline. Bene tutto programmato e pronto. Sorpresa ...  l'Amministrazione Provinciale di Forlì, proprietaria della maggiore parte delle strade sterrate sulle quali si svolgevano le Prove Speciali mi comunicò che i permessi per transitare su quelle strade non sarebbero stati concessi. Il motivo era puramente ideologico. Le vetture partecipanti al Rally rovinavano" le strade del popolo "e di conseguenza, se volevo transitare su tali strade avrei dovuto versare alle casse della Amm.ne Prov.le la modica cifra di £ 80 milioni, costo presunto (ma non veritiero) del ripristino di tali strade. Gli 80 milioni chi li aveva? Mi fu risposto che avrei dovuto chiederli alla FIAT, LANCIA, OPEL, FORD, ALFA ROMEO, ecc. ... in quanto la manifestazione era una pubblicità diretta e gratuita per queste case automobilistiche. A quei tempi l'ideologia imperava e, usando la parola "popolo", tutto era lecito. Gli amministratori provinciali non valutarono assolutamente il fatto che migliaia di persone venivano a Castrocaro ed in tutti luoghi percorsi dal Colline portando fresche ed inaspettate tante vecchie lire.
Cercai aiuto da parte dei sindaci interessati dal passaggio del Colline ( Castrocaro, Predappio, Rocca San Casciano, Dovadola, Tredozio, Portico San Benedetto, tutti dello stesso colore politico della Giunta della Amm.ne Prov.le di Forlì) ed anche dei rappresentanti dei partiti di minoranza. Tutti fecero il possibile per risolvere la questione. Nulla da fare. Muro di Berlino. Non mollai. Rifeci in tutta fretta, interamente, il percorso del Colline toccando le Provincie di Ravenna e Firenze e trovando strade sterrate ma non erano sufficienti come chilometraggio per ripetere le precedenti edizioni ( tutto sterrato ) e dovetti inserire anche l'asfalto. In quegli anni, girando in tutti i luoghi possibili per realizzare il Colline avevo avuto modo di parlare e conoscere tantissime persone le quali molte volte mi contattavano per avere la cartina del percorso , l'elenco degli iscritti, gli adesivi e, se possibile anche qualche cappellino e magliette che, una volta ricevute dagli sponsor e terminato il Rally avrei donato loro con piacere. Cosa avvenuta puntualmente in quanto questi signori due giorni dopo la fine del Rally erano a casa mia per ricevere gli omaggi. Uno di questi era un certo Sig. Cicognani di Brisighella, molto educato e gentile. Quando il Sig. Cicognani mi contattò, come sempre, per chiedermi il materiale relativo al Rally gli comunicai che probabilmente il Rally non si sarebbe effettuato ed in breve gli spiegai il motivo. Deluso, contrariato ed avvilito forse più di me mi chiese se potevo raggiungerlo a Brisighella, forse avrebbe potuto aiutarmi. Mi recai a Brisighella, più incuriosito che convinto del fatto che avrei potuto ricevere un aiuto. Bene!!!!!!!!! ...  il Sig. Cicognani era il nipote di due potenti Cardinali di cui uno era il Segretario di Stato della Città del Vaticano. Egli telefonò davanti a me agli zii e parlò con uno di questi, spiegando nei dettagli cosa era il Colline e quanto fosse importante per la Romagna e l'Appennino la manifestazione. Lo ringraziai per la telefonata effettuata e, senza tanta convinzione, tornai a casa. Finale travolgente ed insperato. Tre giorni dopo la telefonata fui chiamato ed andai dal segretario provinciale del partito che aveva impedito il Rally in "nome del popolo" il quale mi chiese, molto dispiaciuto chi ero, che cosa era il Rally Colline di Romagna e come poteva aiutarmi. Gli spiegai con molta tranquillità cosa rappresentava la manifestazione che, era vero che danneggiava alcune strade sterrate ma portava nelle nostre piccole città dell'Appennino Romagnolo migliaia di appassionati e che le entrate di quelle località in quei giorni per decine di attività commerciali, alberghiere, ristoranti, bar ecc. non si sarebbero mai più verificate. Inoltre gli appassionati, presenti al Rally che arrivavano da molte parti d'Italia avrebbero conosciuto ed apprezzato i paesi visitati, ed in particolare le tagliatelle ed i cappelletti al ragù, unitamente ad altri prodotti locali ... infine dissi al segretario che ormai la manifestazione era pronta senza la concessione delle strade richieste ma, visto che il Rally non aveva mai ottenuto alcun contributo dagli Enti Locali o da Aziende del territorio ottenni un sostanzioso contributo dalla Amm.ne Prov:le di Forlì (incredibile) e da un famoso marchio di una industria casearia che faceva parte delle Cooperative dell'Emilia/Romagna. Il segretario, congedandomi mi disse che non avrei più avuto problemi di sorte per il Colline e, che per qualsiasi cosa,, egli sarebbe stato a mia disposizione. Così è stato e, negli anni a seguire, nessun intoppo e contributi puntuali. Informai immediatamente il Sig. Cicognani. Bravo Gramellini, ma se non ci fosse stato il Sig. Cicognani forse la storia del Colline di Romagna sarebbe stata diversa. Tutti gli anni successivi il Sig. Cicognani ricevette le più importanti magliette, cappellini, adesivi che riuscivo a reperire malgrado fossi restio a chiedere ma inventavo scuse dicendo che erano per dei bambini e tutti le hanno donate. Un anno dopo seppi come andarono le cose; Città del Vaticano, Botteghe Oscure, Regione Emilia/Romagna,Forlì.. Nessuno era riuscito, un Cardinale con una telefonata..........
Buona giornata, vado a dormire.


23.11.2020    Il "Pataca"
L'articolo sul settimanale Autosprint

"Cari ragazzi..... visto che siete golosi di notizie vi racconto questa:
Non ricordo l'anno e non voglio sbagliare visto che vado a memoria. Ricevo una telefonata dall'amico Gianfranco Silecchia D.S. Fiat Abarth Rally ed allora anche componente della Sottocommissione Rally CSAI il quale mi comunica con rammarico che, dopo accese discussioni, Il Colline di Romagna è retrocesso in serie B. La lotta per non retrocedere era tra il Rally di Piancavallo ed il Colline di Romagna e la partita è stata vinta dal Piancavallo. Ho ringraziato Gianfranco sapendo anche che si era battuto per il Colline. Rimasi un poco stordito e, dopo alcuni giorni telefonai al mio amico Carlo Cavicchi (Autosprint) chiedendogli se poteva darmi spazio nella pagina dedicata alla posta al Direttore. Carlo mi disse: la pagina sarà tutta dedicata a te ed al Colline, scrivi ciò che ritieni opportuno, io non farò correzioni e tua lettera sarà pubblicata integralmente.
Il titolo era: IO SONO UN PATACA
La parola "pataca", con una sola " c " in Romagna ha diversi significati a seconda del contesto del discorso e dei vari toni usati. In questo caso mi davo dell'ingenuo e mi addossavo delle gravi colpe per il fatto di avere creduto in certi valori ed altre cose che spiegavo in quella lettera che fu pubblica per intero dall'amico Carlo Cavicchi. Dopo alcuni giorni la pubblicazione, ricevetti una telefonata dal Presidente della CSAI, Fabrizio Serena di Lapigio il quale si compiaceva per come avessi descritto le mia delusione senza mai avere ecceduto e mi chiese di incontrarmi per conoscermi. Accettai e ci incontrammo a Livorno durante lo svolgimento del Rally Liburna. Il Presidente Serena era un signore nel vero senso della parola e l'incontro fu davvero piacevole. Il Presidente mi chiese di organizzare ancora il Colline ( serie B ) e che avrebbe fatto di tutto e di aiutarmi per la risalita del Colline in serie A l'anno a seguire. Risposi ringraziando ed informai che la decisione era irrevocabile. Sarei sopra vissuto anche senza il Colline di Romagna. Ai primi del mese di dicembre, alla riunione del calendario Rally a Roma ove si stabilivano le date assegnate non appariva iscritto il Rally dell'Elba in quanto erano sorte diatribe e dispetti tra i livornesi. Il Campionato Italiano Rally era composto da 8 Rally ma iscritti a calendario erano 7. Fui convocato d'urgenza a Roma ove incontrai Il Presidente Serena ed il Segretario Dott. Saliti i quali mi dettero la possibilità di rientrare a fare parte del Campionato Italiano Rally e, qualora ci fossi riuscito, la CSAI mi avrebbe assegnato un congruo contributo. Era il mese di gennaio, mancavano sei mesi alla data classica del Colline (luglio) Avevo già smantellato tutta l'organizzazione ed informato gli sponsor della non effettuazione del Rally. Chiesi tempo per poter riorganizzare il tutto, informai i componenti il Consiglio della Scuderia Arcangeli, tutti i miei più fidati collaboratori che con grande entusiasmo mi spinsero e convinsero a riorganizzare il Colline. Il Colline di Romagna era di nuovo organizzato ed informai Il Presidente Serena ed il Segretario Saliti. Il Colline si effettuò ed il Presidente Serena ed il Segretario Saliti mantennero la parola data con l'assegnazione del contributo molto importante. Negli anni seguire non si verificarono problemi importanti e degni di nota relativi alla organizzazione del Rally e, di conseguenza, ho ritenuto opportuno farvi conoscere quanto sia stato difficile ed impegnativo realizzare il Colline di Romagna.
I prossimi episodi, dei quali Vi parlerò, riguardano momenti divertenti e di strani personaggi incontrati e conosciuti nelle strade percorse dal Colline di Romagna.
Buona serata tutti Voi.


13.12.2020    Il "Prete di campagna"
L'articolo sul settimanale Autosprint
"Cari ragazzi.........quando, per la prima volta, percorsi quella che poi divenne  la P.S  S.Maria in Castello  mi trovai ad un bivio: proseguendo si arrivava a Tredozio, andando a sx al Monte Busca ed a dx c'era una indicazione illeggibile.
Incuriosito andai a dx e, dopo alcune centinaia di metri la strada terminava davanti ad una vecchia chiesa. Scesi dalla vettura per ammirare lo spettacolo panoramico delle colline che si godeva da quel posto sperduto. Avvertii la presenza di qualcuno, era un prete con una veste consunta e sbiadita dal tempo, non era nera ma un grigio chiaro, il quale mi chiese se avessi bisogno. Non sapendo cosa rispondere, dissi che avevo sete ed un poco fame e questi, molto cortesemente, mi disse che poteva offrirmi un poco di pane, non fresco, formaggio ed un poco di salame. Accettai di buon grado l'offerta e, parlando abbastanza a lungo con il prete mi resi conto della solitudine e della povertà di quell'uomo in quella che forse una volta era stata una parrocchia, ma ora ormai completamente isolata ed abbandonata da tutti gli abitanti di quei luoghi. Ringraziai e, per sdebitarmi offrii il costo di un pranzo ma il prete rifiutò ed allora io portai la somma nella cassetta delle elemosine. Gli spiegai che forse da quel luogo sarebbe transitata un manifestazione automobilistica che avrebbe proseguito il percorso fino a Tredozio per poi svilupparsi in altre zone delle Colline Romagnole. Se così fosse avvenuto avrei di persona provveduto ad informarlo. Puntualmente informai il prete dicendogli anche di procurare pane fresco , prosciutto, salame e formaggio in quanto avrei informato il più possibile gli equipaggi che facevano ricognizioni di fermarsi dal prete.
Al termine del Rally andai a trovarlo e, quando mi vide mi ringraziò perché aveva avuto visite inaspettate e, coloro che avevano sostato e mangiato avevano correttamente versato nella cassetta delle elemosine. Ogni tanto mi recavo in quel posto da quel povero prete (versando sempre un interessante obolo in quella misera cassetta delle offerte) e passavo con lui alcune ore parlando di quelle colline che lentamente si stavano spopolando e venivano abbandonate. Un giorno, arrivando davanti alla chiesa trovai tutto chiuso. Con grande dolore ritornai a casa. Ogni tanto passo ancora da quell'incrocio, giro a dx e, guardando le colline  vedo ancora davanti a me quel prete, così povero ma così ricco.
Quando ho ricordato e descritto questo incontro mi sono commosso".
Davide Gramellini


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