Rally Colline di Romagna - Lancia Stratos " Olio Fiat" - Rally Colline di Romagna 1971-1985

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Rally Colline di Romagna - Lancia Stratos " Olio Fiat"

1/43

Lancia Stratos Gr.4
Rally Colline di Romagna 1980


 di: Umberto Cattani

L'epopea dei transkit, buste di conversione per modelli di serie, viveva negli anni ottanta il periodo di massimo splendore. Un foglio di decalcomanie, alcuni particolari aggiuntivi e si trasformava un prodotto economico in un pezzo da collezione. Oggi, la realtà è ben diversa ma la Stratos che è protagonista di questa piccola recensione prende il sapore delle cose di quegli anni, la nostalgia per il Colline di Romagna può abbracciare anche il microcosmo delle automobili in miniatura.


Sul finire degli anni settanta, ogni romagnolo doc appassionato di rally attendeva il mese di luglio come la manna dal cielo. Iniziava il conto alla rovescia per il Colline di Romagna, i primi contrafforti di sera s'animavano e prendevano vita al suono delle vetture, già con le ricognizioni gli scarichi erano spesso liberi e la sinfonia si diffondeva per le vallate. Chi scrive, di sera, si metteva in viaggio per seguire le prime incursioni. Nel buio totale si scorgeva qualche lampo di una torcia elettrica, la brace della sigaretta e da un cespuglio saltava fuori la cricca dei malati da rally. Non era ancora la gara ma già le ricognizioni radunavano tanti appassionati, in grado di riconoscere le note di ogni macchina, identificandola con pochissimi margini d'errore.

Personalmente, la passione per le corse seguiva di pari passo i primi vagiti di Faster 43, la microscopica realtà modellistica che iniziava a muovere i primi timidi passi nell'ambito artigianale. Quando la Stratos di Tabaton si svelò ai miei occhi, fu una folgorazione. Troppo bella nella sua livrea Olio Fiat per non cadere subito nella tentazione. In commercio c'era un discreto modello firmato Solido nella scala 1/43, a pochi passi da casa Cartograf sfornava capolavori di decalcomania ed il passo fu breve.

Diversi dettagli erano di recupero, ad esempio i tappi del carburante, a vista su questa Stratos, erano riprodotti grazie a ribattini in alluminio, lo scarico sei in uno era ricavato da tubicini e raccordi opportunamente modellati, la botola d'aerazione sul tetto proveniva da particolari realizzati dall'Equipe Tron, l'idea era di spronare i modellisti a rimboccarsi le maniche e smanettare sul pezzo. Ci si improvvisava piccoli Abarth in miniatura, forti di una spesa iniziale contenuta. Certo, erano altri tempi, non c'erano giochi elettronici, il collezionismo in scala stava vivendo anni d'oro ed i negozi erano numerosi ed iniziavano a rifornirsi adeguatamente per soddisfare richieste sempre più circostanziate. Il settore dei diecast forniva basi che poi i vari artigiani sfruttavano per proporre livree e versioni attraenti. Equipe Tron, Mini Racing, Menna, Robustelli si contendevano il mercato e, nel suo piccolo, anche Faster 43 cercava di ritagliarsi un suo spazio.

La D05, referenza della Stratos Olio Fiat, ebbe un riscontro incoraggiante, ma erano anni di grande fermento, bastava avere un minimo d'iniziativa, idee chiare una folgorazione creativa ed il successo non tardava a sorriderti. Il modello era particolarmente impegnativo da realizzare perché la posa delle decalcomanie poteva apparire ardua. Molti ne uscivano con le ossa rotte ma i più bravi riuscivano a tirar fuori da una base da 3500 lire un vero pezzo da collezione. Per aspera ad astra... Ho un ricordo davvero bello di quegli anni, del Colline di Romagna e della mia entrata nel settore degli artigiani produttori.

Questa Stratos era il coronamento di un sogno , il materializzarsi in miniatura di una delle vetture più belle tra le tante che hanno percorso le prove speciali su da Brisighella e Tredozio. Quando la mettevano in moto, Castrocaro si svegliava dal suo torpore ed anche i turisti termali, piuttosto in là con gli anni, si fermavano o si alzavano dalle panchine per rendergli merito. Che bella macchina...Che rumore che fa...Che motore è? Un Ferrari? Ma va là...Chissà come va forte, guarda com'è bassa.

E' stato bello aver vissuto in prima persona quegli anni e per me è stato un onore aver perpetuato seppure in scala ridotta i fasti di una delle macchine più gloriose nella storia dei rally. Per i francesi, era la bete à gagner, per noi, semplicemente, un sogno su quattro ruote, indimenticabile. Chi l'ha vista correre, sente ancora nelle orecchie l'eco del sei cilindri che rimbombava nella valle. Rilasci, accelerazioni, salite di giri laceranti, gomme che stridevano e l'odore dell'olio delle benzina bruciati infiammavano il cuore. Era Luglio, tempo di calura e la Stratos ci faceva davvero battere il cuore...

La Lancia Stratos Gr.4 nella spendida livrea "Olio Fiat" è stata portata in gara nella decima edizione del Colline di Romagna da Fabrizio Tabaton in coppia con Radaelli, dopo una bella gara tutta all'attacco si doveva purtroppo ritirare per un guasto meccanico all'assistenza di Rocca S.Casciano al termine della tredicesima prova speciale, la Santa Maria in Castello, terminata con ancora un vantaggio in classifica generale di 14" sull'equipaggio composto da "Tony" e "Rudy" che andranno poi a vincere il rally.

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