Rally Colline di Romagna - Sabato 19 luglio 1985 - Rally Colline di Romagna 1971-1985

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Rally Colline di Romagna - Sabato 19 luglio 1985

Il vostro Colline

"SABATO 19 LUGLIO 1985"
Una indimenticabile giornata di rally

- di Ugo Rossi


Dopo un anno di sosta (nel 1984 il Colline di Romagna non si è disputato) la Scuderia Arcangeli riesce ad organizzare una nuova edizione del Colline, una edizione un po' speciale, pur ottenendo la validità di Rally Internazionale sarà una sorta di Rally ad invito e torneranno gli sterrati …. per mettere alla frusta la nuova nata in casa Lancia, la Delta S4, che ha già debuttato al 1000 Piste ma che deve ancora togliersi i problemi di gioventù e le voci “da bar” dicono che questa edizione è stata organizzata proprio per questo. A noi appassionati sinceramente non importa il perché si sia organizzato, l'importante è che il rombo dei motori attraversi di nuovo la Romagna e logicamente siamo curiosi di vedere all'opera la Delta S4, il suo equipaggio e anche come si muoverà la Scuderia Lancia con le varie assistenze, abituata com'è ai rally del Mondiale. Il numero dei partenti non è alto ma ci sono anche altre belle macchine e “signori“ piloti da poter fotografare.
Uscite le cartine do un'occhiata alle speciali e scopro che sono tutte nei dintorni e che probabilmente un'assistenza sarà in paese, quindi qualsiasi cosa decida di fare, andare in speciale o fermarmi all'assistenza, posso muovermi tranquillamente perché conosco tutte le scorciatoie.
Arriva il giorno della gara e insieme a due amici e la fedele fotocamera decido di andare in speciale ad assaporare un po' di quella “polvere di rally” e quella atmosfera che solo lo sterrato può dare …. e poi c'è da vedere e sentire “il mostro” S4 portato in gara da quell'equipaggio che corrisponde ai nomi di Alen - Kivimaki, e scusate se è poco. Evito come sempre di mettermi dove c'è troppo pubblico e dopo aver fatto un paio di chilometri a piedi mi fermo in un tornante stretto a destra in discesa dopo un allungo di 200 metri, poche persone hanno pensato come noi quindi posso muovermi come mi pare. Sono solamente quasi le dieci di mattina ma il caldo della seconda metà di luglio comincia a farsi sentire e già dal passaggio degli apripista mi rendo conto che di polvere ce ne sarà parecchia. La speciale parte alle 9h49' e considerando che sono nell'ultimo terzo del percorso calcolo che Alen passerà 3 o 4 minuti dopo, e puntuale, anzi in anticipo sulle previsioni in lontananza si sente il “ruggito” della Delta che arriva salutata con una ovazione al bivio dove ho evitato di fermarmi per “troppo traffico”. Dopo qualche decina di secondi Alen arriva all'inizio del rettilineo che immette al tornante dove mi sono piazzato all'esterno in uscita di curva …. protetto da una grossa pianta, il rombo non è al massimo perché la strada è in discesa, è quasi più impressionante il sibilare che si sente al rilascio della frizione dopo ogni cambio marcia, arriva in curva e me lo vedo spuntare da dietro un cespuglio di ginestre e comincio a scattare foto 1 .. 2 … 3 … 4 in sequenza, un attimo e l'auto scompare in una nuvola di polvere che la inghiotte e la fa scomparire ai miei occhi ma non alle mie orecchie che la seguono attentamente per deliziarsi del rombo della neonata S4.

Il passaggio non è stato spettacolare, niente “traverso”, ma è stato comunque emozionante anche solo poter pensare di aver assistito al passaggio dell'auto che sarà  l'arma Lancia per il futuro della specialità. Ai “traversi” poi ci penseranno i concorrenti successivi, Graziano Rossi in testa.


Terminato il passaggio dei circa quaranta concorrenti sotto un sole che si è fatto bollente, sudato e impolverato decido di non aspettare il secondo passaggio alle 12h55' ma di rientrare in paese per andare all'assistenza Lancia per vedere da vicino una serie di “miti” di quel tempo. Arrivato in paese scopro che l'assistenza Lancia si trova nella strada che divide la scuola, che ho frequentato qualche anno prima, dal complesso parrocchiale che comprende anche il circolo/bar che frequento abitualmente per trovarmi con la compagnia di amici che frequento, lo spazio non è tanto ma ha il grande vantaggio di essere all'ombra delle chiome di rigogliosi tigli che alleviano in parte la grande calura. Entro nel bar per prendere qualcosa di rinfrescante e con grande sorpresa trovo al tavolo dove di solito mi siedo con gli amici, nientemeno che una parte dello “stato maggiore” della Squadra Corse Lancia, Cesare Fiorio, l'ing Lombardi e un altro signore che non conosco, che tranquillamente si rinfrescano e come noi aspettano l'arrivo dell'auto per poter parlare con il loro pilota e il navigatore.

Pensare a persone così importanti mi aveva sempre fatto pensare che se la sarebbero “tirata” e invece rispondono gentilmente e cordialmente alle domande che gli vengono fatte e si fanno fotografare senza problemi, nel frattempo arriva anche Roberto Boccafogli, il noto giornalista che si occupa di rally in quel periodo e anche lui si siede con loro e raccoglie le loro impressioni di come stia andando la gara. Arriva il momento di uscire per andare a prendere posto nei pressi dell'assistenza dove si fermerà la Delta che si sente già “ruggire” in lontananza mentre percorre l'ultima parte della speciale A1 sulle colline sovrastanti il paese, c'è già un discreto numero di spettatori che spaziano dall'appassionato più incallito fino alla massaia che non ha mai visto un rally ma che, “siccome è comodo vado a vedere di cosa si tratta”, oppure ai bambini sempre attratti da tutto quello che fa rumore. Lo spazio non è grande e allora penso; adesso tireranno delle strisce di plastica per fare spazio all'auto e tenere la gente lontana così da poter lavorare agevolmente durante le operazioni di assistenza e poi …. siccome si tratta anche di un'auto nuova, magari hanno anche qualche segreto da nascondere, invece con grande sorpresa Alen arriva con la Delta e si mette sì di fianco al furgone ma anche in mezzo al pubblico che sembra voler partecipare per passione o per semplice curiosità il più vicino possibile alle operazioni che devono fare i meccanici.

Alen e Kivimaki scendono stravolti dall'abitacolo della loro S4, si dice che dentro ci siano più di 60 gradi …. e si vede dal loro aspetto. Mentre i meccanici, chiedendo quasi scusa alle persone che si avvicinano troppo invadenti alla macchina, si mettono al lavoro davanti a tutti, scatto qualche foto e intanto penso; così affaticati  Alen e Kivimaki non saranno sicuramente avvicinabili e poi dovranno fare il briefing con gli ingegneri, tutto sbagliato, in realtà scambiano alcune parole con Fiorio e gli ingegneri per indicare i cambiamenti da fare, poi Alen e Fiorio continuano a parlare della gara insieme a Boccafogli e Kivimaki si adagia sulle scale, che tante volte ho fatto da ragazzino per andare  a scuola, per farsi massaggiare le spalle da un massaggiatore, vado a scattare alcune foto per ritrarre la scena poi ritorno dove si trova Markku che penso si voglia prendere un po' di relax in tranquillità.

Invece lo trovo seduto a terra in una aiuola della scuola con la schiena appoggiata al fusto di un alberello piantato anni addietro da qualche alunno per la festa degli alberi, che con grande cordialità si prestava a firmare autografi e farsi fotografare insieme a chi glielo chiedeva, veramente un grande, è appena sceso da un “forno” e riesce comunque a comportarsi così …. grande pilota e grande persona!!! Tempo qualche minuto e si avvicina Ikka che richiama Markku dicendogli che è ora di andare, lui si alza e scusandosi dice che è ora di tornare al lavoro, salgono in auto e il “ruggito” della Delta prende il sopravvento, un rumore secco e metallico avvisa che il pilota ha innestato la marcia, l'auto si muove per percorrere i 100 metri che la dividono dal C.O. di uscita dal parco assistenza, mi viene naturale e spontaneo seguirla, imitato da altri, fino al C.O. dove Ikka scende per timbrare, qualche decina di secondi e risale in macchina, dando l'ok a Markku per partire per il tratto di trasferimento, Markku innesta la marcia e la S4 borbottando si mette in movimento e poi aumentando i giri del motore e la velocità mi transita davanti  scomparendo dietro una semicurva non prima però che Markku abbia il tempo ancora una volta di salutarci sporgendo il suo braccio dal finestrino. Forse avrete capito perché prima li chiamavo Alen e Kivimaki e poi dopo …. Markku e Ikka. Oltre ad avere conosciuto la neonata di casa Lancia, ho conosciuto due persone che si sono dimostrate grandi con il loro comportamento, professionisti con la P maiuscola e persone di una umiltà e cordialità unica, quasi familiare. Dopo la partenza della Delta la giornata di rally sta volgendo al termine …. ma non é ancora finita ….  ritornando davanti alle scuole dove i meccanici Lancia stanno rimettendo a posto l'attrezzatura sui furgoni per spostarsi in un altro Parco Assistenza, intravedo nei pressi una persona che fa parte della storia del Colline avendolo vinto tre volte, Adartico Vudafieri, "Vuda" come comunemente lo chiamano tutti, probabilmente è passato a salutare i meccanici Lancia dal momento che è un pilota Jolly Club. Terminati i saluti si avvicina anche lui al bar per prendere qualcosa per mitigare la grande calura, mi avvicino e lo saluto e lui, come ha  sempre fatto quando ci siamo incontrati, risponde cordialmente al saluto e si siede  sulle scale della scuola, dove prima si era seduto Ikka, a gustarsi il suo “calippo” (per i più giovani il calippo era un ghiacciolo molto in voga a quei tempi). Mi siedo accanto a lui e gli ricordo qualche aneddoto degli anni prima e lui sembra ricordarli ed è piacevolmente sorpreso quando gli faccio capire che in Romagna ha sempre avuto tanti tifosi, gli chiedo dei programmi che ha per il futuro e lui tranquillamente mi risponde confidandomi anche qualche anteprima e tra una chiacchiera e l'altra il tempo purtroppo passa veloce e arriva il momento di salutarci … adesso la giornata è veramente finita.
In quei momenti non ho mai pensato a quanto fosse stato speciale, “rallysticamente” parlando, quel giorno, ma col senno di poi e sopratutto vedendo come sono i rally di oggi è innegabile poter affermare che i rally di quei tempi ci sono rimasti nel cuore proprio anche perché l'ambiente era quello che era, ci si poteva avvicinare ai piloti, (che non se la tiravano), alle assistenze (nessuno ti allontanava), ai dirigenti delle squadre, tutte cose che si possono dire in una parola sola …. familiarità!!!

                                                                                                                                                                                    
Ugo Rossi

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